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breakfly
breakfly
daniele
bosco
04/02/1967
SICILIA
Caltanisetta
gela
Breaks
DJ
soundcloud.com/breakfly
Flyj the techno veteran intervista di Daniele Rielli Flyj è uno dei dj di musica elettronica più famosi dell'Alto Adige, uno dei pochissimi veterani che la scena del djing della nostra provincia possa offrire. Conosciuto da molti addetti ai lavori semplicemente come "Fly" nasce a Gela (Sicilia) nel 1967,giunge a Bolzano all'età di 21 anni per via della leva,decide in seguito di rimanere nella nostra città per sfuggire alla disoccupazione della terra natia. Diventa rapidamente un dj apprezzato anche nella nostra zona, si costruisce la fama di disc-jokey di cui non esiste un set uguale all'altro,sempre al passo coi tempi e poliedrico nelle scelte musicali. Non è il vostro uomo se per il vostro locale cercate un juke box umano che vi suoni i primi dieci in classifica, questo Flyj al secolo Daniele Bosco lo lascia volentieri fare ad altri, lui è un artista che non rinuncia alla qualità a prescindere dal luogo in cui si trova a suonare,e in genere tutti rimango soddisfatti. E' stimato oltre che come dj anche come esperto di apparecchiature elettroniche, abilità che costituisce l'altro suo lavoro.Il djing e il seguire e riparare le apparecchiature dei locali e dei colleghi di mezza provincia sono due cose talmente intrecciate con la sua personalità che lui stesso non riuscirebbe a rinunciare a nessuna delle due. Quello di Flyj è un viaggio della musica da ballo che dura da più di trent'anni,da quando giovanissimo incominciò a suonare alle feste di amici in Sicilia. Molte arti hanno tradizioni millenarie ed infinite teorizzazioni e dispute su quale sia l'estetica e la tecnica definitiva, quella del djing invece è una disciplina molto giovane, questo rende estremamente interessanti le figure dei pionieri, coloro cioè che hanno sentito il bisogno di iniziare una pratica quando ancora non esisteva. Flyj è uno di questi, ha iniziato a muoversi in una terra di nessuno che gli concedeva un enorme libertà ma anche una quasi totale assenza di maestri, e nel corso degli anni dal suo primo giradischi fino al cd player che usa oggi, Flyj se l'è sempre cavata egregiamente coltivando uno stile unico e una grande tecnica di mixaggio ,che potete andare a sentire nei suoi set sempre nuovi e vari che assomigliano a delle jam session di musica elettronica.Oltre che nei club e nelle discoteche Flyj lo potete trovare anche ogni mercoledì sulle frequenze di radio Tandem(98.4 fm) con il programma "Beat fly" in onda il mercoledì alle 22.30. Quando la redazione di upload mi ha chiesto delle interviste sui collleghi della scena elettronica altotesina ho subito pensato a lui, ed è con molto piacere che vado a trovarlo nel suo nuovo laboratorio di via Pola a Bolzano dove durante il giorno svolge,immerso nella musica delle sue selezioni, il suo lavoro di tecnico. Quando hai cominciato a fare il dj? Avevo all'incirca 12 anni,vivevo ancora in Sicilia e giravo le feste dei miei amici con un pacchetto di 45 giri sotto braccio e prendevo sempre il posto di chi metteva la musica. Ovviamente non c'erano console ma impianti audio casalinghi, alle volte oltre al giradischi c'era anche un mangiacassette e allora si tentava una commutazione fra la canzone che andava da disco e un altra che avevamo su cassetta, in modo da lasciare meno buco possibile. Alle volte i giradischi avevano il braccetto automatico e questo faceva perdere un sacco di tempo. Poi incominciai a fare delle feste nel garage di mio padre che divenne una sorta di piccolo club, e anche li non avevo 2 giradischi ma un giradischi e un lettore di cassette Che musica suonavi? Diciamo l'elettro funk di quel periodo Ricordi quale fu il tuo primo disco? Un 45 giri dei Lectric Funk (Shangaied), che conservo ancora gelosamente fra i miei ricordi Immagino che trovare i dischi fosse un problema Si,al tempo la Sicilia era fuori dal mondo dal punto di vista musicale, all'inizio compravo al negozio vicino di casa, ma arrivava qualcosa di interessante ogni 100 dischi, il proprietario si limitava a comprare i dischi che andavano a livello commerciale in quel momento, non aveva un vero gusto musicale. Nonostante ci fossero dei locali, a Gela era difficile trovare dei dischi buoni abbastanza da poter essere suonati. Cominciai a comprare riviste musicali dove vidi le pubblicità di altri negozi più specializzati che si trovavano a qualche chilometro di distanza dal mio paese. In questo modo sono riuscito ad avere in mano i primi dischi mix, per comprarli andai a Comiso,a Ragusa,a Catania,a Palermo, e finalmente incominciai ad avere dei dischi che mi soddisfacevano. Per quanto riguarda la tecnica? Fu proprio in un negozio che vidi per la prima volta che un disco si poteva mixare, fino ad allora conoscevo solo le leggende metropolitane che parlavano di mixaggi fatti con multitraccia,o con registratori a bobina. Sembrava che coi giradischi si potesse fare tutto meno che mixare. Quando,in un negozio della catena "best records" che si trovava a Comiso, vidi per la prima volta che era possibile e mi feci subito spiegare come si faceva. E i mixer invece? i mixer li trovavo sempre già nel locale, non avevano il taglio delle frequenze sui singoli canali, quando si era fortunati c'erano sul uscita master,per cui non era possibile sovrapporre un pezzo all'altro tagliando il basso di uno dei due creando un feeling unitario. Quando fini il periodo del "club" nel tuo garage? Dopo un paio d'anni la situazione si fece insostenibile, il garage si trovava in un punto di passaggio vicino al centro, e tutto quel via vai incominciò a dare nell'occhio, i vicini presero a lamentarsi.Alla fine mio padre decise di vendere il garage, ci spostammo nelle case di altri amici, ma ormai il tempo era maturo per provare a suonare nei locali Che tipo di ambiente e che genere di musica suonavi quando hai incominciato ad affacciarti sul panorama dei locali? Allora,sto parlando del periodo che va all'incirca dal 1979 all'81, non ero certo l'ospite che può permettersi di suonare quello che vuole,non ero io a dettare legge. A quel tempo c'erano tre momenti durante le serate:il liscio,i lenti e lo shake. Gli shake prendevano la maggior parte del tempo, poi veniva il liscio che durava dai venti minuti alla mezz'ora a seconda di quanta gente affollava la pista da ballo. Poi c'era il quarto d'ora del liscio che rappresentava l'unica occasione per noi di conoscere le ragazze. Seguire queste regole era l'unico modo che avevo all'inizio per poter suonare in un locale, in questo modo però ho imparato a lavorare con qualsiasi tipo di musica, e soprattutto ho imparato ad apprezzare la dimensione artistica dietro ogni genere musicale, il rispetto nei confronti degli artisti che questa musica creano.All'inizio ovviamente l'ho vissuta come un imposizione, oggi mi ritrovo invece con un valore aggiunto che altri magari non hanno perchè sono nati in un periodo in cui la musica viene vissuta solo attraverso una corrente, e finiscono per disprezzare tutte le altre, diventando così settoriali e con i paraocchi, perdendo la cognizione di tutto ciò che c'è attorno. Più cultura hai,più argomenti hai. Ti ricordi il tuo primo giradischi? Si,era un giradischi tolto da un impianto stereo, collegato ad un amplificatore per chitarra.Questa combinazione poteva funzionare perchè le testine al tempo erano in ceramica e si adattavano all'impedenza. Il primo Tecnichs 1200? Quello era un miraggio...credo siano dovuti passare circa una decina d'anni da quando avevo cominciato a fare il dj. La prima volta che li ho visti ho pensato "che figata", ero abituato a lavorare con dei giradischi che non erano neanche lontanamente paragonabili. ti ricordi quanto costava un 1200 quando sei finalmente riuscito a comprarli? 600 mila lire. Quando ti trasferito a Bolzano? Sono arrivato qui a 21 anni,con la scusa della naja,poi ho deciso di rimanere perchè c'erano più possibilità di lavoro che in Sicilia.Da subito ho fatto il dj e il tecnico audio. Penso che se fossi in un altro posto avrei potuto ottenere anche di più come dj, ma in questo credo mi abbia condizionato anche il fatto che di non voler perdere l'altra mia professione, quella di tecnico che fa altrettanto parte della mia personalità. Il primo locale dove hai suonato in alto adige? Fu lo "Stella" a Selva di Val Gardena. Il primo locale a Bolzano? Al momento non ricordo,il locale più importante del mio primo periodo qui fu però l'Exclusive a Lana, li facevo con altre persone delle feste che si chiamavano "Soho 'one nights" che furono probabilmente le prime feste house in provincia. Trovasti molta differenza fra le feste in Sicilia e quelle in alto adige? Beh in Sicilia la quasi totalità della gente va a ballare per la gnocca, qui invece credo che il pubblico sia composto da un 20% di amanti della musica e un 80% di persone che si fanno trascinare alla festa. In quell'80% c'è di tutto, ci sono persone che vanno per cercare qualcuno con cui passare la notte, quelli che vanno solo per farsi notare, quelli che vengono perchè solo in discoteca riescono a devastarsi come vogliono, e qualsiasi altra motivazione vi possa venire in mente per andare in discoteca, posso dire che qui è meglio rappresentata. Giù è più...chiusa la cosa (ride) Diversamente dal nord Europa dove esistono i club dove va gente di tutti i tipi a sentire i migliori dj del mondo a prezzi accessibili, in Italia la scena elettronica sembra divisa in due estremi: la discoteca, dove i prezzi sono spesso altissimi, la musica viene spesso messa in secondo piano dalla location, dalla selezione del pubblico, dai dress code dalle cubiste e da altre cose e all'altro estremo ci sono i rave party dove dopo anni di sperimentazione il movimento sembra essersi focalizzato forse troppo attorno all'uso di sostanze ed essersi impoverito musicalmente. Esiste secondo te la possibilità,nel nostro paese di riportare la musica al centro? In Italia è difficile perchè la legislazione ci ha portato a questo punto, oltreconfine ci sono meno limitazioni,meno restrizioni...tutto questo proibizionismo porta inevitabilmente agli estremi. Gli estremi sono che in una festa tekno con la k *sono che ti devasti come un matto mentre magari in altri posti non è così, perchè non hanno tutte le restrizioni che ci sono in Italia ed è quindi possibile vivere la propria situazione musicale con più libertà. Qui sembra che le persone finiscano a fare le cose solo perchè sono proibite. Noi italiani siamo così, è il piacere del rischio, quante sono le teste di cazzo che guidano ubriache adesso che abbiamo una legge severissima ?(ride) D'altro canto ai politici non gliene frega un cazzo perchè tanto loro escono puliti da ogni cosa, noi poveri plebei invece dobbiamo sopportate l'oppressione dello stato sovrano (*ndr.la "tekno" assieme alla Goa è il genere musicale più suonato ai rave italiani, si tratta di una musica industriale abbondantemente sopra i 180bpm di velocità, la "techno" invece è diffusa nei club e nelle discoteche, presenta una notevole ricerca attorno alla qualità del suono pur avendo comunque arrangiamenti spesso scarni, la sua velocità si aggira attorno ai 125 bpm. Siccome i due nomi in italiano si pronunciano nello stesso modo in contesti equivoci spesso si distingue l'una dall'altra aggiungendo la locuzione "con la ch" o "con la k") Credi che la musica elettronica abbia perso quel pregiudizio di "musica di serie b" che poteva avere in certi contesti in passato? Si credo che la percezione sia molto migliorata,personalmente avendo ascoltato sempre sia musica strumentale che elettronica credo che ormai ci siano cose di grandissimo livello in entrambi i campi.Probabilmente però se tu andassi a chiedere a qualcuno che fa musica classica non sarebbe d'accordo(ride) Personalmente credo che la ricerca attorno al suono sia migliorata moltissimo negli ultimi anni,sei d'accordo? Certo,quello è il virtuosismo della musica elettronica,da questo punto di vista ci sono infinite possibilità Hai preso parte alla stagione,ormai un po' mitologica,dei primi rave? Si,negli anni novanta giravo molto, e questo mi ha permesso di incrociare questo fenomeno, visto che qui in provincia c'è troppo proibizionismo si incentiva solo il divertimento dei vecchi, mentre i ragazzi sono vissuti sempre solo come quelli che fanno casino, questo è il grande pregiudizio nella provincia di Bolzano, e questa politica è totalmente sbagliata Forse è dovuta al fatto che gli anziani vanno a votare più dei giovani? Anche,bisogna mettere tante cose sul piatto della bilancia,di certo Bolzano incentiva poco e male. Alle volte sembra quasi che debbano spendere i soldi per forza altrimenti Bruxelles glieli richiede indietro (ride) Tornando ai rave erano diversi al tempo? Si la musica era tendenzialmente più lenta della tekno di oggi, le feste duravano comunque 2-3 giorni ma non c'era quel devasto che c'è oggi.Eravamo allegri ma non da ricovero. Credo ci fossero anche droghe diverse Certo,la Ketamina era sconosciuta,al limite alcuni usavano l'mdma, che si era diffuso in quel periodo anche nell'italia del nord a partire dal Movida, una discoteca veneta. Cmq non ci si sballava per stare male, lo si faceva per stare bene con gli altri, peace and love diciamo, non si andava alle feste per sfogarsi di tutto il male che si ha dentro. Non mi è mai piaciuto chi la vive così. Uno dei motivi per cui ti stimo è che pur essendo una persona che tratta a livello professionale con molti locali, non ti manca mai l'entusiasmo di suonare, e alle volte ti concedi ancora di suonare in situazioni più intime e private se il mood è buono e la compagnia di tuo gradimento.Tutto questo non è facile da trovare in qualcuno che che suona da così tanti anni, la mia domanda è: saresti in grado di rimanere senza suonare? No assolutamente,non sono in grado di rimanere senza musica, la stiamo ascoltando persino in questo momento. Preferisco di gran lunga la musica ai rumori del mondo, e il mio umore dipende molto da questo.Vivo in simbiosi con la musica da anni, in passato sono stato mobbizzato da un datore di lavoro che mi ha tolto la musica, motivo per cui mi sono licenziato e ora lavoro da autonomo.Io in un ufficio da solo finisco per pensare troppo, inoltre mi concentro molto meglio sul mio lavoro se ho della musica, la musica per me è una questione di vita. Mi sono sempre chiesto, perchè mai noi dj sentiamo il bisogno di suonare musica per gli altri?Voglio dire uno potrebbe sentire una bella canzone e sentirsi soddisfatto invece sentiamo questo bisogno abbastanza irresistibile di farla sentire ad altre persone, questo fatto mi ha sempre incuriosito, tu cosa ne pensi? Non lo so,ci sono persone che suonano quello che sanno per certo che la gente vuole.Io preferisco suonare per un pubblico che è capace di stare ad ascoltare anche cose un po' più complicate. Ciò nonostante quando sono a casa e ascolto la musica che suonerò immagino la reazione che avrà la gente a un determinato pezzo e in tanti anni credo di aver sviluppato una certa sensibilità. Ma per rispondere più precisamente alla tua domanda credo che il motore sia il desiderio di comunità attorno a una cosa come la musica, avere il piacere di condividere qualcosa di bello che tu hai trovato e proposto con molto impegno,e che qualcun'altro altrimenti non avrebbe la fortuna di ascoltare. Quali sono i tuoi progetti attuali? Sto suonando Breakbeat spesso in accoppiata con la crew Drum'n Bass Fit Fat, mi piace segure anche questo che per me è un nuovo filone,anzi ultimamente seguo una linea Breakdub che è una nuova tendenza (Breakbeat-Dubstep) mentre da solo continuo a suonare techno e house, senza mai dimenticare il funky che è il genere con cui sono cresciuto. Quello che è certo è che anche in quelle occasioni non suono solo oldies,i classici per me rappresentano,diciamo così,l'arredo sonoro nelle serate funky che faccio ma non sono la parte più importante.Mi piace proporre sempre qualcosa di nuovo anche a quel tipo di pubblico che di solito è quello più vecchio con cui mi esibisco, sono quasi tutti miei coetanei. Mi piacerebbe lavorare con musicisti live, ma al momento di soldi non ne girano abbastanza per portare tante persone sul palco e fare in modo che tutti ricevano quello che gli spetta. Quello che sto cercando di portare avanti a Bolzano assieme ad altri dj più giovani, è un movimento che abbia una buona storia coerente e che duri. Molti sono riusciti a fare grandi eventi qui da noi ma nessuno è ancora riuscito a creare qualcosa che sia rimasto.Così molti locali finiscono per tornare alla musica commerciale, sembra che in questo ambiente la musica commerciale sia il bene di rifugio,come il mattone. Quali i dj sulla scena da un po' di tempo chi stimi particolarmente? Nell'ambito della musica commerciale Rudy mc è uno che si sta muovendo bene, per quanto riguarda invece quelli che fanno cose più raffinate c'è Antonio Olivieri, bolzanino che adesso vive a Berlino che è sicuramente uno di quelli che possono fare strada, crede in questa cosa e le sue produzioni migliorano continuamente.L'ultimo suo singolo lo sto suonando in questo periodo in radio Quali sono giovani dj altotesini che stimi di piu? Quelli che vedo si danno più da fare,il gruppo Dncing: Alessi,Andy Mark,David Silver ce ne sono diversi,e lavorano in campi non proprio di tendenza. Giovani bravi qui ce ne sarebbero,ma non ci sono i locali per poter fare qualcosa, e Bolzano ne avrebbe bisogno.Non si può solo andare a lavorare e andare a dormire perchè dopo un po' scoppi. credo che ci sia comunque una grossa richiesta Si però la politica ci ha sbarrato la strada,e ce la sbarrerà sempre finchè non cambieranno gli interessi del vertice. Credo che il problema più grosso per noi dj a Bolzano siano propri gli orari,non puoi pretendere di far finire le serate agli orari dove nel resto del mondo le feste iniziano,sbaglio? Questa è la prima pillola amara che la politica ci fa ingoiare a tutti. Poi ci sono le mosche bianche che fanno gli orari delle discoteche di Riccione,solo che quando la mosca bianca è quella che fa più schifo non ci si può aspettare di soddisfare le persone in questo modo.Io non condivido questo atteggiamento. Noti differenza da questo punto di vista fra Bolzano e il resto della provincia? No,credo che siano problemi ugualmente diffusi in tutta la provincia di Bolzano, e anche il Trentino non è da meno.Diciamo che l'intero Trentino-Alto Adige è una zona dove l'interesse e le possibilità di intrattenimento sono scese a livello terra terra Credi che ci sia anche una mancanza d'interesse o sia solo un problema politico-burocratico? Chi ha dei soldi nel settore non li investe qua, perchè sa che avrebbe problemi a lavorare, da altre parti sai che non avrai 10mila complicazioni.Io vedo come vanno avanti tutti i locali,sono stritolati dalla burocrazia.E con burocrazia intendo forze dell'ordine, istituzioni, comuni, provincia, non solo non incentivano ma anzi pongono delle barriere davanti a chi fa le cose. Facciamo un esempio: magari in un posto nel quale tu vorresti fare una festa e per il quale vorresti un permesso, ci sono sotto delle vicende di interessi economici, l'istituzione si guarda bene dal dirtelo ma ti fa impazzire per avere quello che vuoi. Io sono vecchio del mestiere e di storie così ne ho sentite tante. Prima hai accennato al tuo programma in radio.. Faccio un programma che si chiama "Beat Fly" su radio tandem (98.4fm ndr)dove non ho impostazioni di sorta, e lo gestisco con molta libertà, è una bella esperienza. Purtroppo sono pochi i giovani dj che vogliono impegnarsi nel mondo della radio So che da alcuni anni suoni con i lettori cd, immagino quindi che dovrai scaricare da internet la musica che suoni... Si,scarico le canzoni da Beatport e da Juno, rigorosamente in formato wav. perchè mi piace sentire la musica in tutta la sua ampiezza e quando sei in un locale ti posso assicurare che la differenza si sente.Scarico anche molte cose che i producer mettono in rete gratuitamente come promo, bisogna saper cercare. Ti manca il vinile? Mi manca solo al tatto, e il piacere di avere il disco fisico.Nel passaggio da vinile a cd ho anche dovuto inventare un nuovo sistema di archiviazione della musica, una nuova organizzazione dei dischi nell'assetto da serata. Vuoi parlarmene? Ho creato una sorta di codice cromatico. Metto 11 brani su ogni cd, per cui considerata l'ampiezza del mio porta-cd vado a suonare ogni volta con 880 brani,che subiscono aggiornamenti ogni settimana,nel giro di un anno credo di rinnovare il repertorio più di una volta. il problema è che non puoi mettere brani che potresti voler mixare assieme sullo stesso cd, quindi faccio dei cd multigenere. Inserisco in quasi ogni cd tutti i generi che suono, a questo punto ovviamente si pone un problema di classificazione, visto che io lavoro in buona parte d'improvvisazione.Ho creato un sistema cromatico che associa ogni genere ad un colore, alcune canzoni arrivano anche ad avere più colori, in questo modo tutto è più rapido e durante la serata compio le mie scelte all'interno del range del colore/genere che sto suonando in quel momento. In questo modo un mio set non è mai uguale all'altro. Credo che questo continuo variare sia molto interessante per la gente che viene a sentirti Io credo che chi fa il dj per 40 anni mettendo sempre la stessa scaletta, deve avere qualche problema in testa,come fa?E' come mangiare la stessa minestra tutta la vita,come fare la stessa risata con la stessa barzelletta.Il mondo si evolve e tu sei sempre lì a fare la stessa scaletta. Mi racconti una o due date della tua carriera che ti hanno lasciato qualcosa in più delle altre? Una volta mi misi persino a piangere.Ero ancora molto giovane e stavo in Sicilia, suonavo a una festa di carnevale enorme, un martedì grasso con qualcosa con 2mila persone al Chicito un locale nella zona del catanese, il programma era che mi alternassi con una band per tutta la festa. Dopo un paio di cambi però, durante uno dei turni della band la gente incominciò a scandire "dj-dj" perchè volevano che tornassi sul palco.Io non me ne resi neanche conto perchè stavo parlando con una ragazza, me ne accorsi solo quando il direttore artistico arrivo di corsa da me a dirmi di tornare in consolle. Quella fu una grande emozione, ringraziai commosso al microfono rosso come un peperoncino e ricominciai a suonare, non me la dimenticherò mai quella serata. E dalle nostre parti? Non saprei dirtene una in particolare, ma la soddisfazione più grande è quando a fine set ricevo degli applausi, mi è successo molte volte ed una grande soddisfazione perchè per un dj non è affatto una cosa scontata. Per finire cosa ne pensi di Upload? Per ora non ho avuto modo di partecipare a nessuno degli eventi pre-festival, ho sentito qualcosa in televisione e visti gli opuscoli in radio, ma al momento non posso esprimere un parere sull'argomento. Puoi seguire flyj su www.myspace.com/djflyj info e booking/assistenza tecnica: djflyj@alice.it intervista a cura di Daniele Rielli

 

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